Perchè una rete? riflessioni a cielo aperto
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tutti noi immaginiamo facilmente quali possano essere i vantaggi di un lavoro in rete per le realtà aggregative culturali/sociali di una regione geografica. Tuttavia, nonostante gli evidenti vantaggi, sappiamo che in rete oggi non si lavora un gran chè, dunque lavorare in rete è sicuramente difficile, faticoso.
Iniziamo in questa pagina proprio analizzando proprio le difficoltà. Insomma, la domanda è: "perchè non riusciamo/vogliamo lavorare in rete?"
(questa pagina è aperta alle riflessioni di tutti e non deve necessariamente corrispondere a situazioni concrete: diciamo che è una pagina di brainstorming)
- Ci vuole tempo ed energia, e noi siamo già impegnati assai nel "tirare avanti" la nostra realtà
- Siamo realtà diversi, è difficile parlarsi tra gruppi non affini
- C'è un problema di contatti: c'è un grande turn-over tra i responsabili delle varie realtà e gli interlocutori cambiano di conseguenza frequentemente: oggi si parla con qualcuno che è tra i principali responsabili di un certo centro culturale, ed un domani questo qualcuno non è, per vari motivi, più coinvolto.
- Mancano le risorse materiali ("isghei")
- C'è il rischio che si generino gerarchie, verticismi, rappresentanti senza delega, qualcuno, insomma, che un domani parlerà a nome nostro. C'è, insomma, un problema di delega. (ed a noi, le deleghe, piacciono poco, tanto meno i "rappresentanti")
- C'è un problema di continuità: sono chiari i vantaggi... ma, dati gli sforzi perlomeno iniziali di avvio di un contesto collaborativo, non c'è garanzia che la cosa funzioni: abbiamo quindi paura di "perdere tempo per niente".

